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Governo, In Primo Piano, Parlamento, Post in evidenza, Sanità

Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione: come si muove l’Italia?

Posted: 14 Marzo 2025 alle 9:59   /   by   /   comments (0)

di Giuditta Brambilla

Sabato 15 marzo si celebra la giornata nazionale del Fiocchetto Lilla dedicata ai Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) istituita con Direttiva 8 maggio 2018 dell’allora Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni.

Secondo i dati raccolti da un sondaggio del Ministero della Salute (anni di riferimento 2019 – 2023), le persone in cura per anoressia, bulimia e binge eating nel nostro Paese sono più di 3 milioni – stima al ribasso poiché non comprensive delle persone affette da questi disturbi ma non in cura – e queste patologie causano in Italia circa 4 000 morti all’anno (dati 2023), seconde solo agli incidenti stradali.

Sempre secondo quanto riportato dal Ministero della Salute, la diffusione dei DNA ha subito una significativa accelerata negli ultimi anni, in particolare a seguito della pandemia: nel 2020 i casi registrati erano circa il 40% in più rispetto all’anno precedente. Inoltre, con il passare del tempo si nota un progressivo abbassamento dell’età di insorgenza. Nel 2023, il 29,1% dei casi riguardava femmine con un’età compresa tra 13 e 17 anni, dunque in piena adolescenza. Se la maggior parte (33%) delle donne in cura per DNA ha un’età compresa tra i 18 e i 25 anni, non sono eccezioni i casi di bambine tra i 7 e i 12 anni (2,1%) e si registrano casi persino nella primissima infanzia 0-6 anni (0,2%).

I disturbi del comportamento alimentare non colpiscono solo le femmine: il 9% dei casi totali riguarda infatti il sesso maschile. Tra i maschi, la fascia d’età più colpita è quella tra i 13 e i 17 anni, seguono i giovani adulti tra i 18 e i 25 anni.

I dati lasciano pochi dubbi circa la necessità di implementare soluzioni e risorse che possano aiutare non solo a diagnosticare l’insorgenza di questi disturbi il prima possibile – prima c’è la diagnosi, prima iniziano le cure, maggiore è la possibilità di successo –, ma anche a mettere a terra un sistema di cura ben strutturato ed efficiente.

Come si vedrà, questa esigenza ha portato il legislatore nazionale ad adottare alcune misure dedicate che risultano però forse un po’ timide se confrontante con la dimensione purtroppo sempre più importante del problema.

Dopo la Direttiva per istituire la giornata del Fiocchetto Lilla, sempre nel 2018 il Ministero della Salute ha adottato un documento per l’istituzione di un codice lilla per l’accettazione in pronto soccorso di persone sospette di soffrire di DNA. Allo stato attuale, tuttavia, non sembra esserci un’effettiva applicazione di questo codice.

Il passo successivo è stato fatto nel dicembre 2021, con l’approvazione di un emendamento alla Legge di Bilancio 2022 (Legge 234/2021) che demandava al Ministero della Salute il compito di aggiornare i livelli essenziali di assistenza – LEA, prevedendone uno specifico per le prestazioni relative ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Ad oggi (dal momento che il Ministero ancora non è intervenuto sul punto), le prestazioni relative ai DNA rientrano nella più ampia categoria delle prestazioni dedicate alla salute mentale. La proposta di farne un capitolo a sé stante è motivata dal fatto che, se così si facesse, allora i DNA avrebbero anche uno specifico budget dedicato, il che consentirebbe di aumentare le prestazioni erogate a beneficio dei milioni di italiani che soffrono di questa patologia che potrebbero dunque avere accesso alle cure di cui hanno bisogno gratuitamente o previo pagamento di un ticket tramite il sistema sanitario nazionale, senza più la necessità di doversi rivolgere a strutture private e dunque più costose.

Come spiegato anche dalla Presidente della Fondazione Fiocchetto Lilla Marielle Falsini in un’intervista per il FattoQuotidiano.it, un budget autonomo permetterebbe tra l’altro di aprire nuovi ambulatori sul territorio nazionale nonché l’assunzione di professionisti dedicati.

Si consideri che, secondo i dati della mappatura dei Servizi territoriali dedicati ai Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione elaborata dall’Istituto Superiore di Sanità e aggiornata a febbraio 2025, in Italia si contano in tutto 214 strutture dedicate ai DNA: 50 associazioni e 164 centri di cura, di cui 132 afferenti al Servizio Sanitario Nazionale e 32 al Privato accreditato convenzionato. Si tratta di un aumento di 2 associazioni, 27 centri di cura pubblici e 5 privati rispetto a settembre 2024, ma persiste la disparità geografica con 5 regioni italiane (Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Molise e Valle d’Aosta) che hanno meno di 5 centri di cura ciascuna considerando sia i centri pubblici che quelli privati. Il Molise conta un solo centro.

I centri di cura sono così suddivisi sul territorio nazionale: 79 al nord, 51 tra sud e isole e 34 nelle regioni del centro Italia.

In attesa dell’introduzione nei LEA di un capitolo dedicato ai DNA – cosa che, ribadiamo, ancora non ha visto la luce –, la stessa Legge di Bilancio 234/2021 prevedeva l’istituzione di Fondo per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione con dotazione di 15 milioni di euro per il 2022 e 10 milioni di euro per il 2023. Obiettivo del Fondo era quello di finanziare piani di intervento provinciali e regionali per migliorare il livello di assistenza e cura offerto alle persone affette da DNA. Questo Fondo è stato successivamente rifinanziato con 10 milioni per il 2024 con la Legge di conversione del cosiddetto DL Milleproroghe 2023 (Legge 18/2024 di conversione del DL 215/2023), mentre nessuna risorsa è stata più stanziata per il 2025.

Sul punto, nel mese di febbraio 2025, il deputato del Partito Democratico On. Marco Furfaro ha presentato un ordine del giorno collegato alla PDL di conversione del decreto-legge 202/2024 cd. Milleproroghe volto ad impegnare il Governo “ad adottare ogni iniziativa utile volta a prorogare il Fondo per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione fino a quando non siano inserite “le prestazioni relative ai disturbi del comportamento alimentare all’interno dei livelli essenziali di assistenza al di fuori del capitolo della «salute mentale», con un budget autonomo al fine di garantire adeguate prestazioni sanitarie e sociosanitarie alle persone affette da disturbi del comportamento alimentare e alle loro famiglie.”

L’ordine del giorno è stato respinto. Durante la discussione in Aula è intervenuto per il Governo il Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento Giuseppina Castiello, che ha detto: “ricordo al riguardo che, essendo questo un tema molto sensibile – ovviamente, non solo a tutta l’Aula, ma anche al Governo – la legge di bilancio 2025 ha già finanziato, per gli anni dal 2025 al 2027, le campagne di prevenzione per i disturbi per quanto riguarda, appunto, la nutrizione.

Almeno al momento, dunque, non sembra esserci da parte del Governo corrente l’intenzione di rifinanziare il Fondo dedicato ai DNA, né si ha visibilità su quando i LEA saranno rivisiti nella direzione auspicata dalla Legge di Bilancio 2022.

Spostandoci dal livello governativo a quello parlamentare, in entrambe i rami del Parlamento sono stati presentati progetti di legge (pdl) di iniziativa di Deputati e Senatori volti a introdurre misure che facilitino il contrasto ai disturbi dell’alimentazione.

Al Senato sono le proposte di legge n. 599, di iniziativa del Sen. Alberto Balboni (FdI); n. 990 di iniziativa della Sen. Licia Ronzulli (FI); n. 1006 presentata dalla Sen. Ylenia Zambito (PD) e n. 1082 presentata dalla Sen. Raffaella Paita (IV). Queste pdl, ora in corso di esame congiunto, sono state presentate nei primi mesi del 2024, ad eccezione della pdl n. 599, presentata nel 2023. Tra le proposte rientrano, tra l’altro, 1) l’introduzione nel codice penale del reato di istigazione al ricorso a pratiche alimentari idonee a provocare un disturbo del comportamento alimentare; 2) l’adozione di un Piano di invertenti tramite servizio sanitario nazionale per prevenire e curare i disturbi alimentari; 3) il rifinanziamento del Fondo dedicato ai DNA, con l’obiettivo ultimo di renderlo strutturale. L’ultima seduta di discussione di queste PDL risale al 5 novembre 2024.

Alla Camera dei Deputati, invece, è stata presentata la Proposta di Legge n. 1647 dall’On. Furfaro (PD), che prevede l’istituzione di un Fondo strutturale dedicato di DNA con dotazione pari a 50 milioni di euro l’anno a partire dal 2024. La PDL è stata assegnata per l’esame in sede referente alla XII Commissione Affari sociali il 26 febbraio 2024, ma la discussione ancora non è iniziata.

Nel nostro Paese, dunque, sulla carta le iniziative non mancano. Perché siano efficaci, è però necessaria la volontà di renderle effettive.